9) G.G - La cultura occidentale spesso è lontana e limita l’interiorizzazione della filosofia orientale: Si parla tanto di concetti di teorie, ma nella pratica si é rigidi o troppo rilassati, incostanti. Che ruolo gioca la “ mente” in tutto questo?

G.P.
Come dicevamo prima la mente è un elemento importante.E’ la mente profonda che attiva il qi. Credo che le difficoltà di pratica siano uguali sia per gli occidentali che per gli orientali ma l’approccio al Taiji è diverso.Molti praticanti occidentali solo dopo svariati anni si rendono conto che il loro modo di accostarsi alla pratica non è corretto(la mente non ha lavorato nel giusto modo).Questo spesso succede perché si pensa troppo e la ragione(la testa) prende il sopravvento,oppure si è totalmente assorbiti dal desiderio di arrivare ad una meta e si perde quindi tutto ciò che il percorso ci può dare.

A.S.
La mente è un castello che si costruisce con le pietre della famiglia, le assi della scuola e si amalgama con il cemento delle esperienze e dei traumi e poi si colora con il computer, la religione, ecc. La mente si costruisce sulla cultura di appartenenza. Nella nostra mente c’è tutta la nostra vita e secondo qualcuno anche le vite passate. Alla mente piace la sicurezza, il controllo e si aggrappa molto volentieri a teorie e dogmi. Questo è il suo cibo e lo divora con tanto piacere. L’interiorizzazione comincia là dove la mente non ha più credito, dove si imbocca la strada della propria esperienza diretta cercando di abbandonare le trappole della mente e lasciandosi guidare dalle proprie percezioni. Interiorizzare è una via senza sicurezze, è assolutamente personale, ma alla fine quello che trovi è veramente tuo.


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