Invece il benessere c’è, cresce sull’egoismo, è molto vicino a certi politici che piangono al Suo funerale per farsi pubblicità. Il benessere è come una religione senza spiritualità, fa parte della vita virtuale, fa parte della chirurgia plastica. Non è né carne né pesce e porta dove è arrivato Michael Jackson.

Però è anche vero che vogliamo stare bene ed è giusto che cerchiamo i mezzi per mantenerci in buona salute attraverso l’esercizio fisico, l’alimentazione, i massaggi, lo shiatsu. Nessuno si innamora della sofferenza quando sta male. Stare bene, sentirsi bene è normale, è auspicabile. Tra stress, divorzi, solitudine, criminalità…. siamo alla ricerca di un’isola di pace. Ma il culto intorno al benessere ha un odore veramente strano che sa troppo di soldi, potere, imbrogli, superficialità, sfruttamento della natura, egoismo, americanismo. Il benessere appartiene alla gente benestante, dove la comodità la fa da padrona, dove si vive solo per il materialismo: lavorare e guadagnare.

E lo Iokai shiatsu dove sta? Dove lo dobbiamo collocare? Fa parte dell’onda del benessere o si occupa della sofferenza? E’ trattamento rilassante o porta dentro di sé un altro significato? La sofferenza sveglia in noi la necessità di aiutare, oppure richiama un'altra sensazione, la necessità di rilassare senza occuparci del valore della vita?
Il termine IO di Iokai viene da un sutra Buddhista, in cui il Buddha spiega l’origine e il trattamento della malattia. Si trova nella Ekottaragama, quarta parte dell’Agama sutra. Il Buddha insegna che il re “O” della medicina “I” è colui che conosce la malattia , che ne conosce le cause, che si impegna a curarle, che conosce bene i trattamenti appropriati e li mette in pratica per fare in modo che non ritorni.


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