La posizione eccezionale del cuore

Nel suo libro in tavole “Il Cuore”, N. Boyadjian descrive “cuore” come la parola chiave del vocabolario relativo allo spirito ed alla spiritualità di tutte le civilizzazioni e religioni: “designa una realtà della natura conscia e fisica dell'essere umano che è il centro dell'esistenza. Questo era probabilmente noto molto tempo prima che la circolazione del sangue e le funzioni energetiche e di controllo del cuore venissero scoperte. Il ritmo del cuore perviene, oltre al fisico, nella sfera del ritmo di vita. Da questo deriva l’idea mistica che l’uomo può sentirsi uno con il ritmo del tempo, del mondo, del universo e con Dio”. Più tardi, si esaminerà il parere della scienza moderna su come “il ritmo del cuore perviene...”. Qui vediamo che oltre alla funzione dell'organo, il cuore è visto in tutte le civilizzazioni come un simbolo di vita, come pure in collegamento con il mondo spirituale. Nella mistica Cristiana, abbiamo il cuore che sanguina di Cristo come un simbolo di redenzione. Andando nel futile: utilizziamo il simbolo per esprimere la nostra simpatia o il nostro amore (I?NY). Nell'esame Iokai ci riferiamo “al cuore dello Iokai” se vogliamo coevidenziarne i punti centrali. Persino nella lingua quotidiana utilizziamo la parola “cuore” come un sinonimo per “centro”. Inoltre in Europa troviamo molti esempi mostrano la posizione eminente del cuore nella storia: nel Medioevo i cuori dei re e degli aristocratici erano sepolti e tenuti separati dal resto della salma. La dinastia bavarese di Wittelsbacher ha conservato i suoi cuori sepolti nella cappella di Altötting fino al ventesimo secolo. In un quadro vediamo persino il cuore come “l'inizio dello Yin e dello Yang”.


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