In un tempio zen, ogni monaco è tenuto a cucire il proprio kesa, il mantello che tradizionalmente rappresenta l’abito del Buddha, e lo fa seguendo precise regole e misure basate sulle porzioni del proprio corpo e codificate in alcuni testi. Può anche cucirsi il proprio zafu, il cuscino su cui pratica la meditazione formale. Per far ciò, tiene conto soprattutto del proprio peso e di quanto sono sciolte le articolazione delle sue gambe, in modo da poter stare più o meno sollevato da terra in una posizione comoda per lungo tempo.


Qui diamo alcune indicazioni pratiche su come cucire da sé il proprio “Seggio di Diamante”.
Come trattare il materiale
Deve essere fatto di una stoffa resistente, la cui trama non si rilasci nel tempo dopo le ripetute meditazioni. Si predilige un tessuto naturale come il cotone (la lana risulta troppo riscaldante) e colori neutri. Nello zen si usa il nero, ma vanno bene anche colori che non siano sgargianti e variopinti, per non distrarre lo sguardo dei compagni di pratica.
La forma è circolare, senza cioè angoli vivi che possano frenare la circolazione delle gambe.
Il contenuto è in genere costituito da kapok, una fibra naturale di cotone (usata dai materassai) che ha il pregio di sostenere bene il peso del corpo e di riprendere volume e forma dopo che si è stati seduti per del tempo sul cuscino.
Prendiamo una pezza di cotone di circa 60-70 x 150-160 centimetri, dove ritagliamo, usando un piatto largo o una base rotonda da pasticciere, i due cerchi che costituiranno le basi del cuscino (es. diametro di 34 cm) e la fascia che verrà cucita attorno (es. alta 16-20 cm e lunga quanto la pezza scelta). Possiamo tracciare le linee con una matita bianca e una riga.


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