In uno i soggetti osservavano una linea semplicemente per stimare la sua lunghezza – un compito che era facile per gli americani.
In un altro essi stimavano la lunghezza della linea relativa alla dimensione di un quadrato –un compito più facile per gli asiatici.
Indagini con scanner cerebrali hanno misurato il livello di attività neuronale tracciando il flusso sanguigno. L’esperimento ha dimostrato che, sebbene non ci siano differenze nell’esecuzione delle performance - i compiti erano molto facili - il livello di attività nei cervelli dei soggetti differiva, suggerendo livelli diversi di sforzo.
Le aree collegate all’attenzione erano più attivate nel cervello degli americani quando essi lavoravano ad un compito che tendevano a trovare più difficile, cioè stimare la dimensione della linea relativa al quadrato.
Anche negli asiatici le aree dell’attenzione venivano sollecitate maggiormente durante lo svolgimento del compito più difficile, cioè stimare la lunghezza della linea senza confrontarla col quadrato.
Queste scoperte, pubblicate nel giornale di Scienze Psicologiche, fanno seguito a precedenti ricerche sperimentali, durate più di un decennio, sulle differenze fra Est-Ovest che sono così basilari che la gente tende a non esserne consapevole a livello conscio.
Un docente universitario del Michigan, Richard Nisbett, scrisse anche un libro nel 2003 sul tema “La geografia del pensiero” ma i dati provenienti dagli scanner cerebrali aggiungono nuovo peso e importanza a tali scoperte, dice Hazel Rose Markus, un docente di psicologia all’Università di Stanford che ha collaborato col lavoro di Gabrieli.


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